Gli italiani

Mattia Feltri ha sostituito Massimo Gramellini nei “Buongiorno” de “La Stampa” e si è rivelato così bravo da non far rimpiangere l’originale. Il pezzo che ha pubblicato sabato 3 marzo merita di entrare nelle antologie. Si presenta come una serie di appunti sul carattere degli italiani, offerti a Luigi Di Maio, candidato a Palazzo Chigi, in vista dell’eventuale impresa di governarli.

Scrive dunque Feltri: “Gli italiani quando votano scelgono sempre i peggiori (non sarà il suo caso, ma ne tenga conto). Si battono più per i loro diritti che per i loro doveri. Si battono più per i loro interessi che per il loro diritti. Sono un popolo dei credenti: credono a tutto. Poi bestemmiano. Credono soprattutto ai bugiardi, per la verità. Gli italiani vogliono sempre fare un’Italia nuova restando quelli di prima. Auspicano: fermi, immobili, auspicano che qualcuno si muova. Sono tutti estremisti per prudenza. Vogliono la rivoluzione e ne eleggono uno perché la faccia. Farebbero le riforme con la rivoluzione e la rivoluzione con le riforme. Considerano un arbitrio quello che viene dall’alto e rimediano con la disubbidienza che viene dal basso. Gli italiani si lamentano soprattutto degli italiani. Il nostro è un Paese dove si verificano sempre le cause e mai gli effetti. Gli italiani sono ladri che rubano onestamente. In Italia ci sono i furbi e i fessi: i furbi rubano, e i fessi pure per sentirsi furbi. Gli italiani disprezzano tutti i governi e affidano tutto al compito di governo. Gli italiani dopo un po’ buttano via il bambino e si tengono l’acqua sporca. Il bambino sarebbe lei, presidente”.

Scrivi una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Puoi utilizzare questi tag e attributi HTML:

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>