Napoleone in venti parole

In libreria dal 30 marzo, un saggio che si legge come un romanzo racconta il Napoleone meno noto e più significativo: il “poeta dell’azione”, lo statista e manager che a duecento anni di distanza ha ancora molto da insegnare. 

Il mito di Napoleone, “l’uomo che suonava la musica dell’avvenire”, continua a coinvolgere e intrigare sempre nuove generazioni. Di che cosa è fatta la sua eccezionalità? Come si è sviluppata e che cosa ha  prodotto? 

Dopo N. (Premio Strega 2000), che racconta i dieci mesi dell’Elba, Ernesto Ferrero ha continuato a indagarne gli aspetti che possono rivelarlo meglio e che ci toccano più da vicino: le inesauribili capacità organizzative, le tecniche di comunicazione, la progettualità visionaria, l’introduzione della meritocrazia, il culto del budget, le politiche economiche e culturali, l’attenzione per l’arte e per il libro, la rifondazione della macchina dello Stato, a partire dal Codice Civile. 

Con una narrazione incalzante e in un fitto intreccio di storie e personaggi, libro condensa in venti temi-chiave i perché di un’un’ascesa e di una caduta fuori misura (dalla prima campagna d’Italia all’Egitto, dalla Russia a Waterloo) e i retroscena di un “sistema operativo” che fa di Napoleone il fondatore della modernità.

Hanno scritto:

“La bella copertina è invitante come il titolo. Ernesto Ferreri, profondo conoscitore del Grande Corso, condensa in venti brevi capitoli azioni, parole e imprese dell’uomo di cui, il 5 maggio prossimo, ricorderemo i 200 anni della morte. L’abilità dell’autore è alternare numerose, illuminanti citazioni -sue dirette o da lui riferite- con ampi interventi narrativi. Il risultato è un andamento quasi romanzesco per quello che è in realtà un limpido saggio storico. (…) Si segue con ammirazione e divertimento il capitolo dedicato alla sia incoronazione e al celebre quadro di David che la raffigura”

Corrado Augias

“Venerdì di la Repubblica”

16 aprile 2021

 

“…Un formidabile saggio sull’epopea del controverso statista corso che per una ventina di anni fu padrone dell’Europa. Lo scrittore e saggista torinese, già autore del fortunato N. tessuto sulle vicende dell’imperatore all’Elba, si è divertito assai, così almeno sembra, a ricostruire e riordinare il profilo e le imprese dell’uomo che ribattezza «Dr. Bonaparte e Mr. Napoleone», superba creatura dalla doppia faccia di statista lungimirante, condottiero con pochi pari, illuminante riformista, presunto «onnisciente, onnipotente e onnipresente», ma anche volgare misogino, brutale massacratore, despota spietato e, ogni volta lo ritenesse necessario, autocrate privo di scrupoli nel violare ogni regola. Un sovrano di princìpi anche saldi, in sintesi, persuaso tuttavia dell’esigenza di ricorrere a misure estreme – incluse le peggiori – per affrontare circostanze speciali, come se il fine giustificasse sempre i mezzi. (…)

Le venti parole orchestrate da Ferrero attirano come una calamita e suggeriscono le chiavi per capire, e forse risolvere, il rapporto con N. Ognuno sceglierà la sua conclusione, dopo in viaggio nel quale è facile imparare che, Bene o Male, nel mondo degli uomini ogni tempo è il nostro tempo.

Marco Zatterin

“La Stampa”, 28 marzo 2021

 

Giuoca  a rimpiattino con la grande letteratura Ernesto Ferrero, Napoleone in venti parole, per ricomporre in un sintetico ca­leidoscopio esistenziale una “vul­gata” immensa, sembra inferiore solo alla bibliografia su Gesù Cri­sto.La storia è sempre la stessa. La vita pure. Ma è il punto di vista di ciascuno dei venti racconti, dalla Famiglia alle Donne, dai Libri alla Politica, a darci l’illusione di parte­cipare in presenza allo svolgersi quotidiano della grande storia. “Non è un quadro, ci si può cam­minare dentro” avrebbe detto l’imperatore percorrendo la lun­ghezza, quasi 10 metri, del Sacre di David. “L’incoronazione dell’Im­- peratore …” non rappresenta la ve­rità dei fatti ma piuttosto inscena la cerimonia “quale avrebbe dovu­to essere ricordata dai posteri”.

C’è molta ragion di Stato nella scel­ta di mettere in primo piano l’inco­- ronazione di Giuseppina, per non umiliare il Papa visto che Napoleo­ne si era incoronato da solo. Su que­sto ordito sottopelle, Ferrero tesse un racconto intrigante su tutti i re­troscena del potere napoleonico, fra invidie e pettegolezzi, giochi di corte e trame politiche, che accom­- pagnarono il lavorio di quattro an­ni del pittore costretto a continue correzioni e rifacimenti… Questa è la Storia!

Pasquale Chessa

“Il Messaggero”, 18 aprile 2021