Nascita di un lettore

Nel video qui ospitato mio nipote Tobia, un anno e nove mesi, sfoglia con attenzione professionale il libro che sua madre sta leggendo (forse controlla se è una lettura adatta). E’ un classico della pedagogia, Le madri non sbagliano mai di Giovanni Bollea. Tobia è già un lettore forte, per lui i libri hanno presto a acquisito la stessa necessità del cibo e dei giocattoli sin da quando è stato in grado di maneggiarne uno. Immergersi nella libera finzione di un libro lo aiuta a leggere la realtà, a crescere, a capire.
 È così che si formano i lettori: in famiglia, con le letture ad alta voce, instillando un piacere che poi il bambino sviluppa per conto suo. Da molti anni il Salone del libro di Torino sostiene quel fondamentale progetto che è Nati per leggere. Un governo degno di questo nome dovrebbe diffonderlo sistematicamente ed attivamente su tutto il territorio nazionale. Un’iniziativa che avrebbe costi minimi e ricadute decisive. È proprio qui, nelle famiglie, che si giocano i destini di una democrazia. Perché in un mondo dominato dai persuasori occulti e dai ciarlatani solo l’abitudine della lettura può offrire quella conoscenza senza la quale non si può dare libertà vera.

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