Il miracolato

Massimo Gramellini stroke again, come nei suoi tempi migliori. Sul “Corriere” del 20 settembre scrive a proposito di Luigi Di Maio, ritratto mentre bacia con  devozione mediatica e pre-elettorale la teca con il sangue liquefatto di San Gennaro: “…Quel gesto plateale potrebbe anche essere solo un ex voto per grazia ricevuta. Un giovane vecchio, senza studi né esperienze lavorative memorabili, che viene iscritto da un’azienda privata di comunicazione alla corsa per Palazzo Chigi non è un predestinato. È un miracolato. Era giusto che andasse a sdebitarsi con un esperto del ramo”. Perfetto. Avremmo bisogno di miracoli salvifici anche noi, costretti a vivere in un Paese del Quarto Mondo in cui cose del genere, poi nemmeno le più tremende, sono cronaca quotidiana.

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